È il Tribunale di Venezia ad aprire le danze su una questione che interessa i ristoratori direttamente, ed in secondo luogo anche gli utenti del web, che di quelle recensioni si fidano.

Il caso di specie ha visto un ristoratore lagunare rivolgersi al Tribunale per invocare la tutela inibitoria nei confronti della società americana che gestisce il popolare sito www.tripadvisor.it a causa di una recensione di contenuto diffamatorio, inserita da un utente anonimo. Tale recensione, inizialmente rimossa da TripAdvisor a seguito di una prima richiesta di cancellazione, è poi riapparsa due giorni dopo sul medesimo portale web.

Il giudice ha quindi ritenuto Tripadvisor responsabile di omesso controllo poiché non ha vigilato che quanto era stato tolto non tornasse online. Non è il diritto di critica l’oggetto della contestazione, bensì la diffamazione e questa sottile linea è stata nel caso in esame superata con l’attacco personale. In altre parole, nulla quaestio se si scrive “Ho mangiato male”, ma non si può scrivere che “Il proprietario è sporco”, perché si tratta di una valutazione sulla persona. E la recensione di tale Mangiafuoco59 cominciava proprio con queste parole: «Sporchi, cari e maleducati, specie il proprietario.» Il giudice le ha ritenute diffamatorie.
Il provvedimento rappresenta un’importante novità rispetto agli indirizzi giurisprudenziali finora seguiti, perché il Tribunale di Venezia pone i presupposti per l’affermazione dell’astratta responsabilità dell’
internet service provider, in relazione ad una fattispecie di lesione del diritto all’onore commessa da un utente.

È chiaro che il tema è molto più ampio del caso ora analizzato, in quanto riguarda tutte le recensioni false su TripAdvisor, ragione di annose polemiche da parte degli esercenti italiani e non solo. I controlli sono centralizzati e vengono effettuati negli Stati Uniti sulla base di algoritmi che individuano parole-chiave, quindi, nel bene e nel male, non risulta particolarmente difficile inserire recensioni non veritiere. Frequenti sono stati i casi di recensioni negative postate per vendicarsi di una struttura, ristorante o albergo che fosse, sulla base di motivi personali, per esempio nel caso di dipendenti licenziati. Ma non è tutto! Numerose sono state anche le denunce dei ristoratori i quali segnalavano come alcuni fornitori offrissero “pacchetti di recensioni positive” su TripAdvisor come benefit in caso di acquisto dei loro beni. E se è difficile smascherare una recensione negativa, che dire di una positiva?

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