Può il contratto di locazione vietare la presenza di animali?

Nessun dubbio sussiste ormai sul fatto che le norme del regolamento condominiale (contrattuale o assembleare che sia) non possano in alcun modo vietare ai condomini di possedere o detenere animali domestici, circostanza tutelata in particolare dall’art. 1138 del codice civile.
Tale diritto è stato oggetto di conquista nel corso del tempo per il ruolo determinante che gli animali hanno, come esseri viventi, nell’aspetto psichico dell’uomo.
È infatti nella natura dell’indole umana la creazione di legami sia con le persone, che con gli animali. Questo forte legame si instaura prevalentemente con alcune categorie di animali (cani, gatti, conigli, …) che vengono ricomprese nella comune definizione di animale domestico.
Resta tuttavia parecchio dibattuta la possibilità che il suddetto divieto sia contenuto nel contratto di locazione stipulato tra locatore e conduttore. In merito a tale aspetto il codice non si pronuncia.
Vediamo dunque quali sono i due orientamenti esistenti, i quali sostengono tesi opposte.
Da un lato vi è chi ritiene che la medesima impossibilità di vietare la detenzione di animali domestici valga anche per il contratto di locazione, in virtù dell’ottica costituzionalmente rilevante che la ispira, ossia quella solidaristica di offrire protezione all’animale, cui si affianca l’essenzialità del diritto dell’animale d’affezione (si ricorda che la perdita dell’animale d’affezione è fonte di risarcimento del danno non patrimoniale, in quanto pregiudizio conseguente alla lesione di un diritto inviolabile della persona umana costituzionalmente tutelato). Ne deriverebbe quindi la nullità dell’eventuale clausola proibitiva.
Di tenore contrario è invece il secondo orientamento, nettamente prevalente, in forza del quale si nega che il divieto fissato dal codice civile per i regolamenti di condominio valga in qualche modo anche per i contratti di locazione.
Questi ultimi, infatti, sono manifestazione della libera determinazione delle parti che li stipulano, con la conseguenza che nel caso in cui il locatore voglia subordinare la concessione in locazione del proprio appartamento all’assenza di animali da compagnia e il conduttore abbia accettato tale condizione, la formalizzazione in un contratto di questo incontro di volontà dovrà ritenersi perfettamente valida e produttiva di effetti, in quanto prodotto dell’autonomia negoziale.
Una simile clausola non sarà pertanto considerabile vessatoria in quanto non possiede quei requisiti necessari a definirla tale.

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2018-01-08T21:03:33+00:0024 Ottobre 2016|Condominio|

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