Il cliente del centro benessere, ustionato dalla lampada solare, deve essere risarcito dal gestore. Così ha stabilito il Tribunale di Salerno con la sentenza n. 771 del 14/02/2017. Infatti, il titolare di un’attività che possa essere potenzialmente pericolosa per la salute di coloro che si sottopongono al trattamento estetico ricopre il ruolo di garante della sicurezza di tutti quegli strumenti che vengono utilizzati nell’attività stessa.
La controversia in oggetto è nata dall’impugnazione, da parte della cliente danneggiata, della sentenza del giudice di pace che le aveva negato il risarcimento del danno patito durante una seduta di lampada abbronzante, durante la quale la cliente si era ustionata il volto. Riteneva la donna di dover essere risarcita dal titolare del centro, responsabile per non aver adottato tutte le precauzioni necessarie al fine di evitare quanto accaduto.
Il Tribunale, in riforma della sentenza del giudice di pace, dà ragione alla donna. Infatti, dalla relazione del consulente e dalle testimonianze raccolte durante il processo, emergeva in modo chiaro la dinamica dei fatti: durante la seduta di abbronzatura, la cliente aveva avvertito dei forti bruciori, tanto da dover richiedere l’intervento dell’operatrice. In ospedale, alla signora venivano diagnosticate delle ustioni di primo grado e una blefarocongiuntivite.
Non si trattava quindi di un «lieve rossore» al viso, come invece sosteneva il gestore, ma di una vera e propria lesione. Risultava provato anche il nesso di causa tra il danno sofferto e la seduta abbronzante. Inoltre, per quanto concerne la responsabilità imputabile al centro benessere, il Tribunale osserva e precisa che chi «gestisce apparecchi per uso estetico ed utilizza prodotti cosmetici è titolare di una posizione di garanzia, ai sensi dell’articolo 40, secondo comma, del Codice penale, a tutela dell’incolumità di chi si sottopone ai trattamenti».
Si tratta pertanto di una doppia responsabilità fondata sia sull’articolo 2051 c.c. (responsabilità da custodia) sia sull’articolo 2050 c.c. (esercizio d’attività pericolosa). Di conseguenza, la mancata adozione – da parte del gestore – degli accorgimenti volti ad evitare o comunque ridurre il potenziale pericolo per la salute del cliente, risulta essere una violazione dell’obbligo di protezione che è posto a suo carico.
Ma quali sono le cautele richieste al gestore del centro benessere? Tra esse vi sono di certo la preventiva verifica dello stato di salute del cliente, allo scopo di valutare adeguatamente i rischi legati al trattamento estetico (Corte d’appello L’Aquila, sent. 48/2015). Inoltre, non deve essere dimenticato il principio in forza del quale il gestore è chiamato a rispondere di ogni danno sofferto dal cliente, anche se questo sia dipeso dalla colpa del dipendente. La Corte di Cassazione (sent. n. 22835/2015) sul caso di un cliente di un centro estetico che lamentava di aver sofferto una dermatite quale reazione a un trattamento abbronzante, stabilisce in conformità al suo precedente orientamento che al fine di vedere riconosciuta la responsabilità del gestore occorre sempre e comunque accertare se sia stata effettivamente omessa la preventiva verifica di non pericolosità dei prodotti adoperati e di regolare funzionamento della strumentazione. Il cliente andrà risarcito dal gestore anche per le lesioni subite in seguito all’utilizzo presso la propria dimora di strumenti acquistati presso il centro estetico (Trib. di Treviso, sent. n. 1315/2013). Nel caso trattato avanti al Tribunale di Salerno, il gestore del centro benessere, non avendo provato di aver adottato ogni misura idonea a garantire la salute della cliente, è stato condannato a risarcire i danni, per complessivi duemila euro.

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