Videosorveglianza nel condominio: le regole a tutela della privacy.

È il Garante della Privacy a stabilire le linee guida in tema di condominio e videosorveglianza, linee guida la cui necessità è dettata dalla sempre più frequente prassi (derivata dall’aumento dei furti in appartamento) di installare dispositivi di sicurezza all’interno delle parti comuni degli stabili, con il fine di tenere sotto controllo gli ingressi e/o le porte d’accesso delle abitazioni dei singoli condomini.
Esiste un vademecum del Garante della Privacy nel quale viene affrontato il tema della Privacy relativamente alle riprese video eseguite nei condomini ai fini di sicurezza. L’intento, nonchè il principio sotteso alle linee guida, è quello di garantire il giusto bilanciamento tra la trasparenza della gestione della cosa comune da una parte e il diritto alla riservatezza di ciascuno dei condomini dall’altra, ciò al fine di mantenere inviolato il disposto normativo contenuto nel Codice della Privacy (D. Lgs. n. 196/2003).
Uno dei problemi principali che spesso si affronta in tema di condominio è quello del vicino di casa che installa una telecamera con lo scopo di riprendere l’ingresso del proprio appartamento, o magari il proprio posto auto. Il Garante della Privacy ha stabilito che le norme contenute nel Codice Privacy non sono applicabili all’installazione di una o più telecamere di videosorveglianza da parte dal singolo condomino a fini esclusivamente personali, a condizione che le immagini riprese non siano né trasmesse a terzi, né diffuse (ad esempio con una web cam).
Al fine di non incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata, l’ampiezza visuale delle riprese deve necessariamente essere limitata al solo spazio della propria abitazione. In altre parole, è d’obbligo che il sistema di telecamere per la videosorveglianza sia installato in modo tale che l’obiettivo riprenda solo ed esclusivamente lo spazio davanti all’ingresso della propria abitazione, ma non tutto il pianerottolo o l’atrio. Stessa cosa vale per il posto d’auto: solo quest’ultimo può essere oggetto di riprese e non tutto il garage.
Per quanto riguarda le disposizioni dettate dal Codice Privacy in tema di responsabilità civile e sicurezza dei dati, queste rimangono valide e applicabili anche al caso di specie.
Invece, per quanto riguarda il procedimento necessario per provvedere all’installazione delle telecamere condominiali, il Garante della Privacy ha stabilito che tali sistemi devono controllare solo le aree comuni e per la loro installazione sarà necessario adottare tutte le misure previste nel Codice Privacy, oltre che le disposizioni contenute nel provvedimento generale del Garante emesso in tema di videosorveglianza.
Tra i vari obblighi che valgono anche in tema di videosorveglianza condominiale c’è quello di segnalare la presenza di telecamere con degli appositi cartelli (si può utilizzare il modello predisposto dal Garante).
Le registrazioni potranno essere conservate per un periodo di tempo limitato, che dovrà tendenzialmente essere non superiore alle 24/48 ore, anche tenuto conto di specifiche esigenze come la chiusura di esercizi e degli uffici che hanno la propria sede al’interno condominio, o dei periodi di festività.
Se si volessero conservare le suddette riprese per periodi superiori ai sette giorni, sarà necessario presentare una richiesta al Garante.
Le telecamere possono riprendere esclusivamente le aree comuni (garage, cortili, accessi…), evitando la ripresa dei luoghi circostanti e di altri ed ulteriori particolari che non di fatto non risultino rilevanti (strade, edifici confinanti, ecc…).
I dati raccolti devono poi essere protetti con adeguate e preventive misure di sicurezza al fine di consentire l’accesso solo alle sole persone che siano autorizzate, e cioè il titolare, il responsabile o l’incaricato del trattamento dei dati).
Veniamo ora al quorum necessario per approvare l’installazione di telecamere di videosorveglianza condominiale. La riforma del condominio risalente ormai al 2013 prevede che l’assemblea debba deliberare l’installazione di un sistema di videosorveglianza nelle parti comuni esclusivamente con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà dei millesimi dell’edificio.

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2017-08-19T17:15:06+00:0014 Aprile 2017|Condominio|

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