In alternativa alla domanda di separazione consensuale rivolta al Giudice del Tribunale, i coniugi possono scegliere di separarsi con il procedimento di negoziazione assistita da un avvocato oppure rivolgendosi al Sindaco, nella sua qualità di ufficiale dello stato civile (in cui l’assistenza dell’avvocato è facoltativa).
Mentre la procedura dinanzi al sindaco è esclusa nelle ipotesi in cui vi siano figli minorenni o maggiorenni incapaci di intendere e volere, o portatori di handicap o comunque non economicamente autosufficienti, il procedimento di negoziazione assistita, che è entrato nel nostro ordinamento giuridico con il c.d. “decreto giustizia” (d.l. n. 132/2014, convertito nella l. n. 162/2014), può essere scelto anche nelle suddette ipotesi.
Se non vi sono figli minori/maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave/economicamente non autosufficienti, l’accordo raggiunto dai coniugi a seguito di convenzione di negoziazione assistita viene trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente il quale, qualora non ravvisi irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta per gli adempimenti successivi.
Se invece vi sono figli minorenni o maggiorenni incapaci di intendere e volere, o portatori di handicap o comunque non economicamente autosufficienti, l’accordo raggiunto dai coniugi rispetto all’assegnazione della casa, all’affidamento e collocamento dei figli ed alla previsione di un assegno a favore di questi ultimi nonché del coniuge, deve essere trasmesso entro il termine di 10 giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente che verifica la rispondenza degli accordi all’interesse dei figli. Nel caso in cui ritenga che l’accordo non risponde a tale interesse, lo trasmette entro 5 giorni, al Presidente del Tribunale il quale, entro i successivi 30 giorni, fisserà la comparizione delle parti e provvede senza ritardo.
Una volta autorizzato, l’accordo, in cui i procuratori delle parti devono dare atto di aver esperito il tentativo di conciliazione tra le parti informandole della possibilità di ricorrere alla mediazione familiare, è equiparato ai provvedimenti giudiziali che definiscono gli analoghi procedimenti in materia.
Dopo la sottoscrizione della convenzione, onere del legale della parte è di trasmettere entro 10 giorni (a pena di sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 a 10.000,00 euro) una copia autenticata munita delle relative certificazioni all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto per tutti gli adempimenti successivi necessari (trascrizione nei registri di stato civile, annotazioni sull’atto di matrimonio e di nascita; comunicazione all’ufficio anagrafe).
La medesima procedura è altresì applicabile anche in caso di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, nonché di modifica delle condizioni di separazione o divorzio precedentemente stabilite.

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