Come opporsi al decreto ingiuntivo per il pagamento di spese condominiali.

Capita spesso che il condominio, dopo aver approvato delle spese condominiali pro-quota in sede assembleare, agisca nei confronti del condòmino che si sia rifiutato di provvedere al pagamento entro la tempistica convenuta.
Lo strumento a cui ricorrerà l’amministratore, dopo formali diffide rimaste prive di riscontro, è quello del decreto ingiuntivo, che il condòmino si vedrà notificare provvisto, quasi certamente, di provvisoria esecuzione. Ciò significa che l’amministratore potrà da subito procedere con l’esecuzione forzata e cioè il pignoramento per il recupero delle spese condominiali.
All’ingiunto viene comunque data la possibilità di fare opposizione al suddetto decreto entro il termine perentorio di 40 giorni. Ma quali difese si potranno svolgere in sede di opposizione?
Nella quasi totalità dei casi riscontrati nella prassi, colui che si oppone al decreto ingiuntivo solleva questioni relative alla deliberazione che ha dato origine all’obbligo di provvedere al pagamento delle spese condominiali, cosa che solitamente porta inevitabilmente al rigetto dell’opposizione. Come mai? La risposta è giuridicamente semplice: nell’opposizione a decreto ingiuntivo non si possono far valere vizi inerenti la delibera. Infatti, l’unico modo per sollevare eccezioni relative al procedimento con cui è stata adottata la decisione assembleare è l’impugnazione prevista dall’art. 1137 del codice civile. Tale norma, tuttavia, fissa un termine molto breve per procedere con l’impugnazione: soli 30 giorni.
È molto frequente il caso in cui il condòmino non proceda tempestivamente con impugnazione ai sensi dell’art. 1137 c.c. e tenti quindi successivamente di svolgere le proprie difese in sede di opposizione a decreto ingiuntivo. In altri casi, invece, seppure proposta tempestivamente l’impugnazione ai sensi dell’art. 1137 c.c., l’ingiunto instaura comunque l’opposizione al decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca proprio perché già pendente il giudizio di impugnazione promosso avverso la delibera.
Analizziamo quindi con ordine entrambi i casi.

–   Opposizione a decreto ingiuntivo a seguito di impugnazione della delibera ai sensi dell’art. 1137 c.c.
Qualora sia stata tempestivamente promossa impugnazione nel termine di 30 giorni previsto dall’art. 1137 c.c., è giusto che il debitore sappia che tale impugnazione non ostacola l’emissione e l’esecuzione del decreto ingiuntivo. Tale è il caso di recente affrontato dalla Corte di Cassazione (Sentenza pubblicata in data 24 marzo 2017, n. 7741), dove il debitore proponeva opposizione al decreto ingiuntivo, argomentando a tal fine di aver impugnato, in un separato giudizio, la delibera su cui si fondava la pretesa del creditore. Chiedeva quindi il debitore che il decreto ingiuntivo fosse revocato, in attesa dell’esito del giudizio di impugnazione della delibera promosso ai sensi dell’art. 1137 c.c.
Ebbene, la Corte di Cassazione ha ribadito che nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, emesso per la riscossione di contributi condominiali, il Giudice può accogliere l’opposizione del condòmino solamente qualora la delibera condominiale abbia perduto la sua efficacia, e ciò può avvenire solo quando l’esecuzione della stessa sia stata sospesa dal giudice dell’impugnazione (di cui all’articolo 1137 codice civile), oppure nel caso in cui detta delibera condominiale sia già stata annullata.
Per ottenere la revoca del decreto ingiuntivo non è quindi sufficiente il solo fatto di aver impugnato la delibera condominiale.

–   Opposizione a decreto ingiuntivo in assenza di impugnazione della delibera ai sensi dell’art. 1137 c.c.
Se non è stata promossa l’impugnazione ai sensi dell’art. 1137 c.c. la questione potrebbe complicarsi. Infatti, non è consentito al debitore far valere le ragioni di merito relative all’assunzione della delibera per mezzo dell’opposizione al decreto che ingiunge il pagamento delle spese condominiali. Nel processo di opposizione al decreto ingiuntivo, infatti, il Giudice potrà solo limitarsi a verificare l’efficacia della delibera assembleare posta alla base della pretesa creditoria di pagamento delle spese condominiali condominiali, e non potrà in alcun modo sindacare, in via incidentale, la sua validità, posto che detta verifica viene riservata in via esclusiva al Giudice davanti al quale è stata impugnata detta delibera condominiale.
In questo caso c’è però un’ultima strada da percorrere: tentare di far emergere un vizio di nullità. Infatti, se da una parte nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo non è consentito far valere vizi di annullabilità della delibera, è tuttavia possibile eccepire vizi di nullità della delibera condominiale. La nullità della delibera, a differenza della semplice annullabilità, sussiste in casi più gravi (ad esempio la delibera che abbia disposto interventi e/o modifiche a parti di proprietà privata di uno dei condòmini del palazzo) e può essere fatta valere anche successivamente al termine previsto dall’art. 1137 c.c. (30 giorni) e può essere dichiarata in qualsiasi procedimento ordinario, anche quello di opposizione al decreto ingiuntivo.

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2017-11-12T19:21:04+00:0015 Novembre 2017|Condominio|

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