Consulenza Legale in e-Commerce

Home » Avvocato Online » Consulenza Legale in e-Commerce
Consulenza Legale in e-Commerce2019-04-14T21:28:20+00:00

CONSULENZA LEGALE IN E-COMMERCE

Le nuove tecnologie hanno permesso al mercato di espandersi ben oltre i confini territoriali a cui un tempo gli imprenditori erano costretti a sottostare. L’e-Commerce ha rivoluzionato il mondo del marketing e della vendita, aprendo però la strada non solo a innumerevoli vantaggi, ma anche a problematiche sotto il profilo legale che si intrecciano con la tradizionale disciplina prevista a tutela dei consumatori.
L’opportunità offerta dalla rete non può essere ignorata, ma gli operatori devono prestare attenzione ai requisiti di legge previsti per i “negozi online” che ormai possono essere aperti in pochi minuti e senza troppi costi tecnici.
È infatti normale ed anzi auspicabile che chi già in precedenza si occupava della vendita di uno specifico prodotto, decida anche solo di affiancare al canale di vendita tradizionale un nuovo canale e-Commerce in grado di espandere la porzione di pubblico e quindi il mercato a cui si rivolge con l’offerta dei propri servizi o prodotti.

Normativa e-Commerce

Nella vendita online è necessario seguire delle regole precise. La normativa e-Commerce infatti integra e non sostituisce quella prevista in generale dal Codice del Consumo a tutela dei consumatori. In questo caso vi è anche un forte influsso della normativa europea, in particolare la direttiva 2000/31/CE poi recepita nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 70 del 9 aprile 2013.
La legge ha previsto innanzitutto l’obbligo di comunicare, elencandole nel sito in modo visibile o comunque facilmente accessibile, in via diretta e permanente.
Dette informazioni sono quelle previste dall’art. 7 della suddetta norma, vediamole nello specifico.

Dati sull’identità del venditore

Di fondamentale importanza, ogni volta che si vende un prodotto online, è indicare i dati relativi alle generalità del venditore: il nome o la ragione sociale, i recapiti telefonici (o comunque dei canali per contattare l’azienda), la partita IVA, e il numero di iscrizione al Registro delle Imprese. Dovranno inoltre essere inseriti i dati relativi alle licenze o autorizzazioni (se necessarie per la commercializzazione del prodotto venduto sul sito) e infine, in caso di professioni regolamentate, i dati relativi all’iscrizione all’ordine di appartenenza.

Dati relativi al prodotto

In secondo luogo, la normativa richiede una dettagliata indicazione di tutti i dati relativi al servizio o prodotto che stiamo vendendo, che devono innanzitutto essere descritti in modo accurato, dettagliato e non ingannevole. Diventa particolarmente importante essere precisi sulle eventuali limitazioni di uso di un prodotto, soprattutto nel caso in cui il prodotto venduto si tratti di un prodotto digitale. In questo caso è fondamentale indicare che tipo di licenza stia acquistando il compratore e i diritti che ne derivano, nello specifico riguardo al diritto di copia e diffusione, oltre che di utilizzo chiaramente.
In aggiunta a quanto sopra, sarà necessario indicare anche ulteriori condizioni contrattuali: le modalità e i costi previsti per la restituzione (del diritto di recesso parleremo successivamente) e le garanzie, sia di natura legale (cioè quelle minime previste per legge) sia di natura convenzionale che si aggiungono a quelle legali, ad esempio le estensioni di garanzia.

Il prezzo

Troppo spesso (e il caso è sempre più frequenti in ambito di dropshipping) al consumatore viene esposto un prezzo che in realtà non è quello definitivo. Alcuni studi dimostrano che la motivazione più frequente con cui il consumatore abbandona la procedura di acquisto su un sito e-Commerce è la presenza di costi inizialmente “celati” e rivelati solo successivamente.
Tristemente nota è la “tecnica delle spese di spedizione” che consiste nell’esporre al consumatore un prezzo, che viene notevolmente aumentato (in maniera sproporzionata) al momento del calcolo delle spese di spedizione. In alcuni casi tale condotta potrebbe anche essere interpretata quale concorrenza sleale.
È quindi fondamentale indicare il prezzo in modo chiaro e in tutte le sue componenti. Deve in altre parole essere chiaro al consumatore quale sarà il prezzo da pagare per il bene desiderato, quante le spese di spedizione, le tasse (anche doganali eventualmente) affinché sia di facile comprensione per l’utente finale calcolare e avere contezza del prezzo complessivo.

Le modalità di pagamento e i tempi di consegna

È di grande importanza che sul sito sia presente una dettagliata e chiara descrizione delle modalità con cui è possibile effettuare il pagamento e come il bene verrà quindi consegnato al consumatore finale. Le modalità di trasporto infatti fanno spesso parte del servizio di vendita (si pensi ad esempio alla scelta tra un metodo standard o una consegna con corriere veloce in 24 ore).
Imprescindibile è l’invio di una conferma di pagamento, dato che il pagamento nella quasi totalità degli e-Commerce rappresenta il momento di conclusione del contratto. Non è detto però che sia sempre così: ad esempio su e-Bay (o sugli e-Commerce in cui si prevede la possibilità di pagamento con Bonifico) è possibile che il contratto si concluda con la semplice manifestazione di volontà di acquistare. In questo caso il soggetto acquirente è vincolato ad eseguire il pagamento, salvo la possibilità di esercitare il diritto di recesso. Una chiara e dettagliata descrizione dei termini di vendita è necessaria al fine di evitare ogni forma di contestazione.
Laddove la vendita sia prevista non solo su territorio nazionale, ma anche europeo o extraeuropeo, sarà necessario verificare dettagliatamente che il prodotto venduto sia conforme alle norme tecniche del luogo in cui lo stesso sarà venduto. Si tratta di una verifica complessa, eventualmente da condurre unitamente al fornitore del bene compravenduto, ma che risulta imprescindibile al fine di non incorrere in sanzioni o blocchi doganali (in particolare su vendite in territorio extraeuropeo).
Peraltro, nel commercio transfrontaliero assumono rilevanza le norme previste dal diritto privato internazionale che disciplinano il rapporto tra acquirente e venditore. Non è escluso infatti che ad un determinato rapporto contrattuale sorto su un sito di e-Commerce possa applicarsi la legge del luogo in cui risiede l’acquirente, con tutte le conseguenze che ne derivano.

La pubblicità sugli e-commerce

La pubblicità, come è noto, deve sempre essere chiara e trasparente, ma quando si tratta di messaggi pubblicitari che vengono diffusi mediante un e-Commerce si rende necessario garantire la presenza di un’adeguata informativa, idonea a specificare in favore dell’utente finale che quanto egli sta vedendo rappresenta una comunicazione commerciale. Dovrà essere indicato il soggetto per conto del quale la comunicazione viene effettuata e laddove vi siano operazioni a premi o sconti, deve essere presente un link che consenta al consumatore di accedere facilmente al relativo regolarmente o termini e condizioni.
Particolare attenzione deve essere prestata allorquando la comunicazione a fini commerciali non sia stata espressamente richiesta. Si tratta della famosa “newsletter”, che deve sempre essere accompagnata dall’informativa che esponga l’origine e la fonte da cui sono stati estratte le informazioni di contatto dell’utente, con la possibilità per quest’ultimo di opporsi al successivo invio di analoghe comunicazioni. A tal fine oggi sono disponibili online molti sistemi di gestione di contatti che consentono un uso delle newsletter conforme alla normativa.

Diritto di recesso

Deve sempre essere garantito ai sensi dell’art. 52 del Codice del Consumo il diritto di recesso, a tutela dei diritti del consumatore. In caso di vendita eseguita fuori dai locali commerciali, è previsto in favore dell’acquirente un vero e proprio “diritto di pentimento” che gli consente di recedere entro 14 giorni dal momento in cui riceve il bene.
Si tratta certamente di un diritto particolarmente vantaggioso che il consumatore può esercitare senza dover fornire alcuna motivazione o giustificazione al fine di ottenere il rimborso del prezzo pagato.
Tuttavia, se sul sito non sono presenti le informazioni relative al diritto di recesso come sopra delineato, le conseguenze per il venditore possono essere rilevanti. Infatti, la conseguenza è che in assenza di informativa si produce un’estensione del “diritto di pentimento” da parte del consumatore di 12 mesi, che decorrono dal momento in cui sarebbero trascorsi i 14 giorni previsti dal Codice del Consumo.
Le suddette conseguenze rappresentano un potenziale grave danno per il venditore, che si ritroverebbe a dover subire un periodo di incertezza riguardo i guadagni effettivamente maturati. Tale periodo sarebbe pari non a 14 giorni, bensì a 12 mesi. Ecco perché occorre prestare particolare attenzione alla corretta esposizione dell’informativa riportata sul sito.

I cookies

Un breve cenno ad un aspetto tecnico, che deve necessariamente essere curato da chi intende avviare e gestire un e-Commerce
Il 25 maggio 2018 è divenuto applicabile negli Stati dell’Unione Europea il Regolamento 2016/679, meglio noto come GDPR (General Data Protection Regulation) relativo alla gestione e protezione dei dati personali.
L’impatto in ambito e-Commerce è notevole. Innanzitutto sono previste sanzioni, anche elevate, per il caso in cui vengano omesse determinate informazioni. Ad esempio, la mancata indicazione della Partita IVA implica una sanzione di Euro 2.065,00 mentre l’omessa informativa in materia di privacy comporta una sanzione pari ad Euro 36.000,00.
Una sanzione ancor più severe è prevista per il caso in cui ad essere omessa sia l’informativa sul diritto di recesso: in questo caso il venditore può essere condannato al pagamento di una multa di Euro 50.000,00.
Ma la sanzione più preoccupante è quella relativa all’uso scorretto dei cookies, che se utilizzati in assenza dell’espresso consenso dell’utente possono costare al gestore del sito una sanzione fino ad Euro 120.000,00.
Pertanto, sarà fondamentale ancor prima di “mettere online” il sito di e-Commerce verificare che l’informativa sull’uso dei cookies sia conforme a quanto previsto dalla normativa comunitaria.

VUOI APPROFONDIRE IL TUO CASO SPECIFICO?

Chiedi la consulenza di un Avvocato