Il Matrimonio tra individui dello stesso sesso non può bloccare l’adozione di un minorenne, in quanto non può essere considerato contrario all’ordine pubblico. Così ha stabilito la Corte di Cassazione con la sent. N. 149987 segnando un ulteriore passo avanti nell’attualissimo tema delle adozioni gay. La Corte ha annullato le sentenze di due tribunali campani che avevano respinto la domanda di una coppia di due uomini di cui uno con doppia cittadinanza (italiana e americana) e l’altro americano. I due risultano regolarmente sposati e genitori di un bambino di 8 anni.

Sia lo stato di famiglia che l’adozione sono attestati da un provvedimento ufficiale della Family Court of the County of Suffolk  – New York – che i genitori avevano prodotto avanti ai giudici di merito, i quali tuttavia avevano rigettato la domanda, sul presupposto che non sia permesso, in Italia, l’adozione a coppie dello stesso sesso, così come l’adozione “legittimante” del single.

La Cassazione porta chiarezza sul tema, ricordando nuovamente come la questione centrale e determinante nel caso di specie non sia la presunta contrarietà all’ordine pubblico del matrimonio tra persone dello stesso sesso, bensì l’interesse del minore. È a quest’ultimo valore che deve necessariamente essere data rilevanza. Pertanto – conclude la Suprema Corte – negare al minore la pienezza e completezza delle relazioni familiari (di cui già gode negli Stati Uniti dal 2010) significherebbe ledere ingiustamente i propri diritti.

Tuttavia, la Corte di Cassazione non ha potuto accogliere la domanda di trascrizione dell’adozione, ma ciò esclusivamente per una questione burocratica: trattandosi infatti di un caso di doppia genitorialità, e necessario sentire anche l’altro padre. Ciò verrà fatto per mezzo di un’istruttoria rimessa al Tribunale dei minori competente, affinchè venga eseguita una nuova valutazione nel rispetto del principio di diritto enunciato.

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